La chiesa

Chiesa principale patrono Rocca d'arce

Chiesa principale patrono Rocca d’Arce

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, solitamente detta di San Bernardo, è situata nella parte più alta del Paese, al di sotto del castello-cimitero e al di sopra del borgo medievale. L’edificio è documentato già a partire del XIV secolo, ma solo nel 1561 fu ricostruito e notevolmente ampliato, testimonianza di ciò è rappresentato dalla facciata composita che denota le diverse epoche di costruzione. Sul finire del XVIII secolo fu realizzato il Cappellone, ovvero il campanile. Nel tempo ci furono vari danneggiamenti e dopo essere stata abbandonata per molti anni, fu restaurata dal 1920 al 1928. All’esterno la chiesa mostra un’articolata architettura, mentre il suo interno forma a croce latina e di stile barocco, presenta una navata centrale più grande e due laterali, con la cupola inserita in posizione centrale. Colonne, capitelli, altare e fonte battesimale sono decorati in stucco, degni di nota sono alcuni dipinti databili dal 1600 al 1800 e ben conservato è il coro in legno. Nell’edificio sono conservate le ossa del Patrono di Roccadarce, San Bernardo Confessore, che stando a ciò che riporta la tradizione, morto ad Arpino, andato in sogno a una persona del luogo, ordinò che il suo corpo fosse portato a Roccadarce.

Il santo
San Bernardo, della città di Silions in Inghilterra, decise di camminare il mondo, insieme a San Gerardo, San Folco e Sant’Arduino, fratelli in Cristo, e di visitare i luoghi santi di Gerusalemme e della Terra Santa, la Grotta di Santa Maria Maddalena in Marsiglia, di San Giacomo in Galizia, di San Nicola a Bari, di Sant’Angelo in Puglia sul monte Gargano e i luoghi santi di Roma, come in effetti, fecero, mossi da un grandissimo bisogno di fuggire dalla loro terra e dal Regno d’Inghilterra, non potendo sopportare la tirannide e le eresie ivi disseminate. Essendo quei santi simili a quattro candelabri di Santa Chiesa, non potevano risplendere nelle tenebre e la luce delle loro buone opere non risplendeva in quel luogo ottenebrato dalla densa caligine dei peccati. Camminarono perciò, i quattro Santi, per tutti i luoghi suddetti, finché, provenienti dal santuario dell’Arcangelo nelle Puglie, arrivarono nella città di Atina. Qui San Gerardo, uno di essi, ammalatosi, morì l’11 agosto.

Ammalatisi San Bernardo in Arpino, San Folco in Santopadre e Sant’Arduino a Ceprano, in breve tempo morirono nei detti luoghi, dove fino ad oggi i loro corpi riposano e dove sono esposti al culto con gran venerazione dei fedeli. Solo il glorioso San Bernardo volle essere trasferito dalla sepoltura d’Arpino alla chiesa parrocchiale di Rocca d’Arce, ove tuttora risiede in abbondanza di miracoli.
Questi avvenimenti si commemorano il 14 di ottobre.
Nel corrente anno 1698, addì 26 giugno, essendo iniziati i lavori per la costruzione di una nuova cappella, per ordine di Mons. Ill.mo Giovanni Ferrari, vescovo di Aquino, vi fu ritrovato il Santo Corpo, che il predetto vescovo mostrò a tutto il popolo, sistemando la cappella e celebrandovi la messa del Santo. Poi pose nuovamente il Corpo del Santo in una cassa di piombo, donata dall’Ill.mo Duca Sig. Antonio Boncompagni, per interessamento dell’Arciprete della predetta Chiesa don Antonio Nardone di Arce, ripiena di bambagia, dentro un’altra cassa di legno, che racchiude la cassa di piombo. Intanto fu eretto il nuovo altare, in mezzo al quale fu riposta la cassa, che venne circondata di ferro da ogni lato e fu ordinata la costruzione dell’intera cappella, che fu terminata nel predetto anno 1698, nel mese di agosto, con una spesa di ducati 886.

 

Fonte:
La presente “Vita di San Bernardo” è dedotta dall’Inventarium Originalis Ecclesiae Parochialis Sanctae Mariae Roccae Arcis, del 1698, per mano dell’Arciprete della stessa parrocchia, Don Antonio Nardone di Arce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *